Il Vulture Melfese

L’area nord orientale della regione, dominata dal vulcano Vulture che le antiche colate laviche hanno reso fertilissima, è un continuo svelarsi di foreste variopinte, colline rivestite di vigneti e uliveti, laghi e corsi d’acqua; con il ruolo di grande snodo delle direttrici di tutto il Meridione peninsulare vede il sorgere di castelli, cinte murarie e antiche abbazie frequentate nei secoli da re e regine, papi e letterati, templari e briganti. Più giorni si possono dedicare per approfondire la visita dei centri già noti, esplorare le gemme più nascoste e vedere il patrimonio archeologico conservato nei Musei Nazionali o rintracciabile nei tanti parchi aperti al pubblico.

 

Melfi

A dominio della vallata troneggia il castello, prima sede del ducato normanno, famoso per aver ospitato Federico II promulgatore dell’opera fondamentale del diritto feudale, le Costitutiones Augustales, in seguito palazzo baronale dei Doria, oggi ospita la ricca collezione del Museo Archeologico Nazionale del Melfese con preziosi reperti di produzione locale e di importazione come il Sarcofago di Rapolla proveniente dall’Asia Minore in perfetto stato di conservazione. Entro la cinta muraria, ancora in gran parte intatta, si visita il borgo impreziosito da interessanti edifici di varie epoche e la piazza centrale con l’originale campanile della Cattedrale, che con la sua imponenza testimonia il ruolo della città nel sodalizio tra papato e conquistatori normanni da cui prese il via la stagione delle Crociate in Terra Santa.

Rapolla, la cripta di Santa Margherita, luogo di culto scavato nel tufo vulcanico che custodisce un ciclo di affreschi di notevole interesse tra cui l’inquietante memento mori indirizzato all’imperatore Federico II.

A pochi passi, sulla strada che porta a Rapolla, la cripta di Santa Margherita, luogo di culto scavato nel tufo vulcanico che custodisce un ciclo di affreschi di notevole interesse tra cui l’inquietante memento mori indirizzato all’imperatore Federico II.

melfi     campanile normanno   castello di melfi    sarcofago di rapolla    cripta di Santa Margherita

 

Venosa

Tra i centri artistici più significativi della regione governa un’area di antichissime origini ma ha un patrimonio di reperti di epoca romana e altomedievale che ne fa un museo a cielo aperto. Della Venusia romana non restano solo ampie tracce nel Parco Archeologico e nel Museo Nazionale, ma si possono ritrovare statue zoomorfe e conci lapidei provenienti dalle rovine e reimpiegati in epoche successive per completare l’arredo urbano e impreziosire palazzi nobili.
A creare un contesto di grande suggestione con i resti delle abitazioni e delle strade romane, il Parco Archeologico è affiancato dalla paleocristiana Abbazia della Trinità e la cosiddetta Cattedrale Incompiuta approntata dai Normanni nell’XI secolo. Poco fuori dalla città presso la collina sono finalmente visitabili le Catacombe cristiane ed ebraiche, testimonianza della convivenza pacifica dei due culti. Venosa è segnalata come uno dei Borghi più Belli d’Italia.

parco archeologico venosa     museo archeologico venosa    catacombe ebraiche   

 

Acerenza

Arroccata su una rupe di tufo arenario a 833 metri di altezza conserva intatto l ́aspetto di fortezza inespugnabile e al tempo stesso trae benefici dall'essere punto privilegiato di avvistamento e di controllo sui flussi delle maggiori arterie stradali come la Via Appia, l ́Appia Traiana e la Via Erculea. Acerenza fu prefettura romana, gastaldato longobardo, centro normanno e sede di castello svevo e aragonese. La naturale posizione del luogo ci invita a continue e amplissime digressioni panoramiche che racchiudono su scala territoriale il continuo alternarsi di campi coltivati con i circa 900 ettari di bosco; estasiati da vedute mozzafiato ci si addentra nel centro storico per le strette vie d'impianto medioevale fino all ́imponente Cattedrale di stile romanico­cluniacense la cui plastica architettura arricchita da sculture aggettanti ci invita ancora una volta ad un attento percorso circolare.
Anche Acerenza è segnalata come uno dei Borghi più belli d'Italia.

acerenza     Cattedrale Acerenza   

 

Castel Lagopesole

L'́antico Lacus pensilis, lago `sospeso ́, dell ́era quaternaria è un altro luogo strategico per il controllo della via Herculea, quindi limes tra territori bizantini e longobardi e terra di conquista per i Saraceni. I Normanni ampliano le fortificazioni preesistenti e gli Svevi lo eleggono a maniero di caccia mentre gli architetti angioini lo completano con un acquedotto e un laghetto artificiale per l' ́allevamento delle anguille. La visita offre la possibilità di godere di un contesto naturalistico molto ricco e di riconoscere con buoni margini di chiarezza lo stile ed il carattere dei diversi interventi succedutisi nei secoli attraverso gli oggetti di uso quotidiano opportunamente sistemati nelle sale espositive. La nostra curiosità può essere appagata dai resti di banchetti molto frequenti durante l ́età angioina così come da alcuni notevoli esempi della collezione di arte classica di Federico II.

castel lagopesole    castello di lagopesole interno

 

 

 

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